Qualche giorno fa sono stato ospite di un podcast dedicato al mondo del vino e della viticoltura.
È stata una conversazione nata senza scalette troppo rigide, parlando di sostenibilità, lavoro in vigneto ed equilibrio della vite.
Nel vino si parla spesso di sostenibilità come di un concetto assoluto, quasi teorico.
Ma vivendo ogni giorno in vigna, ci si rende conto che le cose sono molto più complesse.
Ogni stagione è diversa.
Ogni vigneto reagisce in modo diverso.
E ogni scelta porta con sé conseguenze che vanno osservate, comprese e accettate.
Negli anni ho imparato che il lavoro del vignaiolo non è controllare tutto.
È piuttosto cercare un equilibrio continuo tra la pianta, il clima e ciò che la stagione permette di fare.
A volte significa intervenire.
Altre volte significa aspettare e osservare.
Durante l’intervista abbiamo parlato anche di questo: del rapporto con il tempo, della necessità di ascoltare la vigna e di quanto sia importante mantenere un approccio concreto, senza inseguire slogan o soluzioni valide per tutti.
Chi lavora in campagna sa che non esistono formule perfette.
Esiste però l’attenzione quotidiana verso ciò che si sta facendo.
Per me la sostenibilità parte proprio da qui.
Guarda l’intervista completa
Se ti interessa approfondire questi temi, qui puoi vedere l’intervista completa:
Oslavia, la ponca e il carattere dei vini
Gran parte del lavoro nasce tra i vigneti di Oslavia, un territorio dove il terreno di ponca e il clima influenzano profondamente il carattere dei vini.
Se vuoi approfondire meglio questo aspetto, ne ho parlato anche qui:
Cos’è la ponca e perché i vini di Oslavia sono diversi
Ed è forse proprio questo uno degli aspetti più affascinanti del vino: non smettere mai di osservare, imparare e cercare equilibrio.
