La vendemmia è il momento che aspetto tutto l’anno, e allo stesso tempo quello che mi mette più pressione addosso. Non è solo raccogliere l’uva: è la conclusione di undici mesi di lavoro in vigna, ed è la decisione che pesa di più su come sarà il vino nel bicchiere.
A Oslavia, con la ponca che abbiamo sotto i piedi e il clima che cambia umore da un giorno all’altro, non esiste un calendario fisso. Ogni anno tocca leggere la vigna da capo.
Se vuoi capire cosa succede nei mesi prima della raccolta, ne parlo anche in come nasce un vino in vigna: dalla potatura alla vendemmia.

Quando raccogliamo, e perché non c’è mai una data certa
In Collio la vendemmia cade tra fine estate e inizio autunno, ma se mi chiedi “che giorno” non so risponderti finché non sono in vigna a controllare. Quello che guardo io:
- come stanno maturando gli acini, grappolo per grappolo
- che tempo ha fatto le ultime settimane, e cosa dice la previsione
- l’equilibrio tra zuccheri e acidità — è quello che decide davvero lo stile del vino
- cosa voglio ottenere da quella parcella
Ogni annata è diversa, e infatti cambia tutto: ne parlo nell’articolo su perché lo stesso vino cambia da un’annata all’altra.
Come decido il momento giusto
Non c’è una formula. Giro tra i filari e assaggio gli acini, controllo la buccia, guardo come si comporta la pianta con il caldo o con la pioggia degli ultimi giorni. A volte basta aspettare tre giorni in più e il vino cambia carattere completamente. Altre volte tre giorni in più sono già troppi.
È un lavoro di osservazione continua, non una checklist.
Perché raccogliamo ancora a mano
In cantina la vendemmia la facciamo manualmente, grappolo per grappolo. Costa più fatica e più tempo, ma mi permette di scartare sul momento quello che non va bene e di rispettare la pianta invece di strapparle via tutto in un passaggio solo.
Per me questa è la differenza tra raccogliere uva e raccogliere il vino che voglio fare.

Cosa conta davvero: il territorio
A Oslavia la ponca fa buona parte del lavoro prima ancora che tocchi a me. È un terreno che stressa la pianta al punto giusto, la costringe a lavorare, e questo si sente poi nel vino — più mineralità, più tensione. Ne ho scritto anche in cos’è la ponca e perché i vini di Oslavia sono diversi.
Esposizione dei filari, microclima, quanta pioggia è caduta quella stagione: tutto entra nella decisione di quando raccogliere.
Dalla vigna alla bottiglia
Quello che porto in cantina in quei giorni di vendemmia determina praticamente tutto quello che verrà dopo: la freschezza, la struttura, quanto il vino saprà evolvere nel tempo. Non si recupera in cantina quello che si è sbagliato in vigna.
Puoi vedere come queste scelte si traducono nei vini che facciamo qui a Oslavia nel nostro shop.
Un lavoro che si ripete, mai uguale
Ogni vendemmia mi insegna qualcosa di nuovo, anche dopo tutti questi anni. Il compito del vignaiolo, per me, è proprio questo: interpretare quello che la stagione ti dà, senza forzarla.
Se vuoi orientarti tra i nostri vini, ho scritto anche una guida su come scegliere un vino del Collio.
In conclusione
La vendemmia nel Collio è il punto in cui si incontrano il lavoro dell’anno, l’esperienza e il territorio. Ogni decisione presa in quei giorni — quando raccogliere, come selezionare le uve — resta nella bottiglia.
Se passi da Oslavia in quel periodo, vieni a vedere come lavoriamo: trovi tutte le info nella pagina visite.
